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lunedì 13 ottobre 2014

Un luogo che

Voglio abitare in un luogo che, piccolo com'è, mi fa toccare le mie ginocchia ed il mio mento. Voglio che le mie ginocchia ed il mio mento si tocchino. Voglio che i gomiti tocchino le pareti di quel luogo che, meglio di me, sa come fare. Odore di buono, deve avere. Odore di qualcosa non troppo forte, leggero, non troppo leggero però. Giusto. Quel giusto che sa di buono, quel giusto che fa sognare. Quel giusto che aggiusta e ti fa sentire. Profumo. Le guance poi, bagnate di sale e di mare, saprebbero muoversi lentamente, a piccoli scatti in quel piccolo posto che, piccolo com'è, saprebbe sempre cosa fare per accogliere quei miei movimenti che, seppur lievi, esistono. Le gambe poi, racchiuse a crisalide, saprebbero essere come saprei esser io, capelli lunghi sciolti, capelli corti raccolti. Gli occhi e le narici, aperte a quel mio mondo che, per piccolo com'è, saprebbe tacere un silenzio melodioso fatto d'armoniche a bocca e piccoli pifferi dove l'aria uscirebbe a scie leggere di soffi di vento che trascinerebbero sabbia fine, quasi polvere di stelle quelle stelle che, nel piccolo mondo di me, si sarebbero sbriciolate solo per vedermi sorridere ed allungar la mano verso di loro al fine di esser raccolte e tenute un pò, vicino al cuore, accanto al petto nascosto nel mezzo come un sistema solare ed il sole.

1 commento:

  1. Non so se un posto come questo possa esistere davvero, ma forse si potrebbe provare a costruirselo da soli.

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