Creavo sentieri di menti viaggianti, le mettevo in fila affinché ordinati spargessero i loro pensieri disordinatamente attorno a me. Mi piaceva sfogliargli, giocarci e buttarli in cassetti altrettanto sparsi che poi avrei recuperato solo quando ne avessi avuto voglia.
Erano le menti, quelle viaggianti, le mie personalità polari e bi non so cosa a confrontarsi e parlare sussurrandosi, di volta in volta, le domande e le sciocchezze che formavano i pensieri. I pensieri. Domande. A chi servivano domande?
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